Ad oggi, c’è poca conoscenza relativamente all’impatto del fattore maschile sui risultati della fecondazione in vitro, intesi come competenza nello sviluppo dell’embrione e, cosa più importante, tasso di aneuploidia.

I ricercatori di GeneraLife hanno pubblicato uno studio su questo argomento sulla rivista “Fertility and Sterility” e la conclusione è stata che il fattore maschile ha influenza solo su alcune fasi del percorso di Pma. Nel lavoro sono stati inclusi 1.219 cicli condotti per un totale di 1.090 coppie e gli esiti della ICSI (iniezione intracitoplasmatica di sperma) sono stati valutati in base alle caratteristiche seminali e personali del partner maschile.

I risultati mostrano che nelle prime fasi dello sviluppo embrionale in vitro esiste una differenza tra soggetti azoospermici, oligoastenoteratozoospermici e normozoospermici per quanto riguarda la fecondazione degli ovociti e lo sviluppo della blastocisti.

Sono stati osservati tassi di fecondazione significativamente inferiori , ad esempio, quando per la ICSI sono stati utilizzati spermatozoi testicolari di uomini con azoospermia non ostruttiva.

Il tasso di blastocisti per ovocita fecondato è risultato, inoltre, significativamente ridotto in presenza di fattore maschile moderato e azoospermia non ostruttiva rispetto alla normozoospermia (48,6% e 40,6% contro 49,3%).

La tempistica dello sviluppo della blastocisti è risultata influenzata anche dall’azoospermia ostruttiva e dall’azoospermia non ostruttiva. Quando l’analisi è stata eseguita per blastocisti ottenute, tuttavia, non è stata osservata alcuna correlazione tra fattore maschile e tasso di euploidia. Anche i trasferimenti di embrioni hanno portato a tassi di nati vivi e aborti spontanei simili.

Non è stato osservato alcun impatto del fattore spermatico sugli esiti ostetrici/perinatali. Quindi, in conclusione, questo studio ha dimostrato che un fattore maschile grave influisce sulla fertilizzazione e sulla blastulazione, ma non sulla competenza cromosomica e riproduttiva delle blastocisti ottenute.

Effect of the male factor on the clinical outcome